Lo yoga è una pratica millenaria che fa bene a corpo, postura, respiro e mente.

Lo Yoga è una disciplina antichissima che attraverso una pratica completa ed equilibrata è rivolta al miglioramento generale delle proprie condizioni psico-fisiche.
 
 Lo yoga si può intraprendere per le più svariate ragioni: alcuni si avvicinano a questa disciplina per riscoprire la respirazione, altri a seguito di un infortunio, altri ancora per la valenza meditativa, per migliorare il sonno o, come può accadere, anche per caso.  Spesso chi si avvicina alla pratica è alla ricerca di maggior relax e le ricerche confermano la riduzione dei livelli di stress come uno dei principali benefici dello Yoga, probabilmente anche per merito delle tecniche di rilassamento e di respirazione che possono accompagnare le asana (posizioni dello Yoga).
La pratica trasforma il corpo e la mente dalla prima lezione in poi !
Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata sugli effetti benefici dello Yoga per la nostra salute, con particolare riferimento ad alcuni tipi di pratica come l’Hatha Yoga (che FIAB vi propone di venire a provare).
Partenza da Piazza Maggiore alle ore 15,30 per raggiungere il Parco dei Cedri di San Lazzaro e praticare un’oretta di yoga guidati da Angela, nostra socia e insegnante di yoga da anni .
Dopo lo yoga, ci concederemo un gelato alla baracchina del parco.
Percorso di 12 km circa, facile, per tutti e per tutti i tipi di bici
Sono richiesti 3 euro per chi non è socio per la copertura assicurativa.

 E cosa centra lo yoga con la bici ? 

 Yoga e bicicletta hanno bisogno di poca attrezzatura.
Sono viaggi per i quali si parte leggeri: indumenti di cotone morbidi e comodi, un tappetino rettangolare che dovrebbe contenere tutti i movimenti”.
In bici, per un’uscita giornaliera, serve una borraccia, una camera d’aria di riserva, una piccola pompa, una maglia e un pantaloncino con il fondello.
Prima della pratica yoga o dell’uscita in bici, piccoli rituali che si ripetono: “srotolare il tappetino, accendere una candela e un bastoncino di incenso”, avvicinare un cuscino che sostenga le ossa ischiatiche nelle posizioni sedute. Sulle due ruote, controllare che i pneumatici siano gonfi, preparare la borraccia con acqua (ed eventualmente spremuta di limone) ; indossare il caschetto e mettere qualche barretta energetica o frutta essiccata nelle tasche sul retro della maglia.
 
Nello yoga come nella pedalata, si inizia in modo soft, per scaldare i muscoli, preparandosi a contrastare la forza di gravità, nel gioco costante tra flessibilità e tenuta, usando solo i muscoli che servono, senza creare tensioni negli altri. Imparando altresì ad attivare gruppi muscolari apparentemente di secondo piano: in bici, addominali e glutei che intervengono in aiuto del quadricipite.
 
In entrambe le attività possono subentrare stanchezza, dolore e frustrazione: affrontare una posizione difficile, così come una pendenza impegnativa o un percorso di svariati chilometri, è prima di tutto una sfida mentale. Un giorno il corpo ti accompagna, l’altro no. Si impara anche ad accettare che alcuni giorni, almeno per oggi, non ce la si fa.
 
La pratica costante è l’unica via da percorrere: che faccia freddo o troppo caldo, che si abbia voglia o meno, che il tempo sia generoso o avaro. Dalla pratica scaturisce il ritmo: in bicicletta è quella andatura costante mantenuta cambiando i rapporti anche al mutar delle pendenze. È anche quella sensazione sottile che ti regala la pedalata rotonda, senza soluzione di continuità. Sul tappetino significa trovare la fluidità della sequenza, qualsiasi sia la velocità di passaggio da una posizione all’altra. Vuol dire anche mantenere il respiro profondo e pacato, acquietare la mente, scoprire le sottilissimi sensazioni nel corpo: la quiete nel movimento e le vibrazioni interne nella quiete.
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“Pratico yoga da anni e vado in bicicletta da meno. Così come si prova, almeno nel mondo delle buone intenzioni, a integrarsi con gli amici del proprio amore/amante/marito/fidanzato, cercavo un legame tra questi miei due mondi. Ho trovato svariati punti di contatto. E ho potuto, documentandomi opportunamente, raccogliere una piccola sequenza di asana per ciclisti. Che risponde ad alcuni bisogni fondamentali. Se vuoi scoprire anche tu queste semplici posizioni non mancare” Angela
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