di Alessandro Di Stefano

Una delegazione Fiab ha incontrato a Roma alcuni rappresentanti del gruppo parlamentare “Movimento Cinque Stelle” per discutere dei temi legati alla mobilità ciclistica. In vista di importanti appuntamenti come quello della Settimana Europea della Mobilità la Federazione Italiana Amici della Bicicletta continua la sua azione di dialogo con i protagonisti della politica nazionale. Tra gli argomenti toccati nell’incontro anche quello riguardante la Riforma del Codice della Strada.

In ogni sua azione Fiab si batte perché la bicicletta diventi una scelta di normalità, un’alternativa al mezzo privato per muoversi in città. Per questo all’incontro di Roma la delegazione ha discusso dei documenti consegnati in giugno al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e al ministero dell’Ambiente. Documenti nei quali le politiche ambientali vengono indicate come “elemento centrale” per un nuovo modello di sviluppo economico.

Era presente al tavolo con Fiab anche il deputato Diego De Lorenzis che lavora presso la Commissione  Trasporti di Montecitorio. «Sono felice che abbiano partecipato anche altri miei colleghi che da Fiab hanno tanto da imparare per quel che riguarda la mobilità ciclistica». Questo perché la bicicletta necessita di un fronte trasversale, che metta d’accordo tutti gli schieramenti sull’utilità di certe politiche per il paese.

Intanto il deputato De Lorenzis ha confermato il massimo impegno perché si metta mano alla Riforma del Codice della Strada, con una legge delega approvata la scorsa legislatura che rischia ora uno stop definitivo. «Non è soltanto Fiab che ci chiede di intervenire e di snellire quelle norme – ha aggiunto il parlamentare – anche Ancma e la Polizia stradale ci hanno informato che sarebbero d’accordo».

Da parte sua Fiab ha ribadito le potenzialità della mobilità ciclistica. Nel documento inviato ai ministeri – in allegato in fondo all’articolo – si parla proprio dell’agenda globale per uno sviluppo sostenibile approvata dall’Onu nel settembre 2005. In essa erano erano fissati 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030, obiettivi che l’European Cyclists’ Federation ha analizzato per poi giungere a conclusioni eloquenti. È accertato il contributo della mobilità ciclistica per ben 11 di questi: in particolare per l’obiettivo della salute, della crescita economica e della garanzia di modelli sostenibili.

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