Biciplan a Bologna

Biciplan a Bologna

Il 4 aprile 2016 alla presenza dell´ex assessore alla mobilità Andrea Colombo ha visto la luce il Biciplan, da realizzare nella città di Bologna metropolitana. Il progetto sarà seguito dalla Società Polinomia s.r.l. che ha vinto il bando, con la collaborazione di tutte le componenti della città interessate alla realizzazione di questo obiettivo.
Il team della stessa si è messo subito al lavoro e ha incontrato i diversi utenti della città, recandosi nei quartieri e ascoltando le associazioni e i cittadini interessati a una mobilità alternativa al mezzo privato garantendo una mobilità sostenibile, cosa che in paesi del nord Europa è già presente da anni. Noi siamo in ritardo solo di trentadue, poichè la cittadinanza si era già espressa nel 1984 con un referendum, per una chiusura del centro storico, alla motorizzazione privata.

Perché incentivare la bicicletta in città?…
E´ stato calcolato che ogni euro investito in ciclabilità produce un ritorno economico che si moltiplica per 70 volte. Una recente ricerca che ha interessato diverse città europee ha dimostrato che il 50% degli spostamenti motorizzati in città copre una distanza compresa tra 3 e 5 km e il 30% è inferiore a 2 km. Ciò significa che parecchi automobilisti, anziché spostarsi in auto, potrebbero usare la bicicletta, che è vincente sulle corte distanze. Infatti un tragitto di 3 km, in bicicletta, si percorre in un quarto d´ora netto, comprese le operazioni di parcheggio.
La bikeconomy, il macrosistema che valuta in termini economici i benefici ambientali, sanitari e sociali connessi all´uso della bicicletta, è in costante crescita. Vale in Europa 200 miliardi e impegna più di 70.000 lavoratori, crea un´ occupazione quattro volte superiore a quella dell´industria dell´auto e se nelle città europee si pedalasse come a Copenhagen (26% degli spostamenti su 2 ruote) si creerebbero circa 76.600 nuovi posti di lavoro green. Usare la bici poi, come dice l´OMS, fa risparmiare 110 miliardi in spesa sanitaria e 3 in riduzione dell´ inquinamento, e l´Italia, nonostante una domanda interna molto bassa, è un paese leader in Europa per produzione di bici e delle sue componenti, settori che occupano oltre 8.000 addetti: alla diffusione della due ruote in questi ultimi anni è venuto anche in aiuto il bikesharing che conta in Europa 414 servizi e 21 in Italia.
Come mezzo di trasporto integrato, la bicicletta si trasforma in strumento che scardina i modelli culturali e comportamentali, rivoluzionando la concezione urbana.
Una mobilità fondata sulla ciclabilità diventa una leva per innalzare la qualità e l´ attrattività urbana, diventando una potente arma di marketing territoriale. La riscoperta delle due ruote passa quindi attraverso una rivoluzione della mobilità che non si limita alle città, ma che ha bisogno di un´evoluzione culturale che trasformi la bicicletta da oggetto ludico a vero e proprio mezzo di trasporto, da integrare in un sistema multimodale efficiente. Oltre agli evidenti benefici in ambiente e salute, la bicicletta è un´opportunità per valorizzare la nostra città dal punto di vista ´turistico, artistico ed enogastronomico´.
La velocità media nei maggiori centri urbani italiani oscilla intorno ai 15 km/h calando a 7-8 nelle ore di punta, sui valori di fine ´700. Secondo Confcommercio la congestione stradale ha un costo economico e sociale che supera i 50 miliardi di euro l´anno. E che potrebbe evidentemente ridursi con un maggior ricorso alle due ruote, con l´effetto di ridurre anche le emissioni di CO2 e polveri sottili. A incentivare l´utilizzo in città, anche su percorsi complessi, può contribuire un´innovazione come la pedalata assistita che, da semplice nicchia si sta rilevando un più ricco segmento di mercato.
Le città a misura di bicicletta stanno generando, anche, il fenomeno dei ´corrieri in bicicletta´ che, in barba alle ztl, non solo raggiungono posti vietati alle auto, ma hanno una velocità media, nel traffico, superiore a quella di un quattro ruote. Insomma più velocità e più efficienza in questo caso fanno rima con forza umana piuttosto che con forza motrice: 1 a 0 per gli esseri umani.

Anche l´Università di Bologna scopre la bici.
Studenti in bici, la mobilità all´Università di Bologna si fa sostenibile grazie a un progetto finanziato dal ministero dell´Ambiente per 1,5milioni. Di questi 600mila euro andranno all´ Università per dare agli studenti abbonamenti scontati all´autobus e al treno e biciclette con cui pedalare tra una facoltà e un´altra. Altri 900 mila euro andranno al Comune per collegare i poli universitari con piste ciclabili. Il rettore pensa ad almeno duemila bici da offrire alle matricole del prossimo anno a prezzi convenienti. In più una due ruote progettata con un concorso di idee dall´Università finanziata anche da privati.
L´Università rappresenta una parte importante della città e gli spostamenti della popolazione studentesca devono trovare spazi per una mobilità ´povera´ ma virtuosa.

Piste ciclabili come e dove.
Le piste ciclabili sono necessarie quando le direttrici individuatesi sviluppano necessariamente in affiancamento alle arterie importanti, dove c´è incompatibilità fra traffico motorizzato e biciclette, percorsi ciclabili devono essere organizzati con una priorità di sviluppo e una gerarchia funzionale. Composta di percorsi radiali importanti e da reti locali di quartieri.

Non solo piste ma anche moderazione del traffico.
Gli interventi di moderazione del traffico le zone 30, gli attraversamenti ciclo-pedonali rialzati protetti con isole salvagente e le situazioni di messa in sicurezza stradale costituiscono interventi che realizzano compatibilità tra traffico motorizzato e biciclette a favore di una ciclabilità diffusa.
All´interno dei centri abitati è bene che la velocità massima diventi di 30 km all´ora sia nei nuclei storici sia nelle aree di nuova espansione.

Procedere su di un percorso virtuoso già iniziato.
Dopo queste considerazioni, invitiamo come consulta questi nuovi amministratori, a non indugiare e a non arretrare rispetto a un percorso che ha visto la mobilità cittadina portarsi a percentuali di ciclisti in città, a due cifre.
Il coraggio di portarci a livelli di altre città europee come mobilità ciclabili, in una città di media grandezza come Bologna, deve spronarci ad osare, a non avere paura di essere innovativi, del resto Bologna ha un glorioso passato come innovazioni, poichè la precedente amministrazione ha fatto scelte che potevano essere impopolari, ma che alla fine la stessa cittadinanza l´ha premiata confermandola per un altro mandato.
Noi vigileremo e vi sproneremo a osare, perché siamo convinti che la mobilità sostenibile sia un percorso virtuoso che una amministrazione deve perseguire per i cittadini di adesso e per le generazioni future.

Buon lavoro!

Pierino Poli

1 – 12 – 2016