Lamerica che ho visto io

Lamerica che ho visto io
Di Marco Frascaroli

L´occasione di un viaggio un po´ diverso dal solito, mia sorella deve partecipare ad un convegno e allora abbiamo pensato di prenderci qualche giorno di vacanza prima, visiteremo quindi Chicago e poi andremo dove si terrà il convegno, nella città di Madison, Wisconsin. Il 7 di giugno, ore 3,45 la sveglia s´accende e la preparazione si finalizza. I bagagli sono pronti, i vestiti per questa lunga giornata, pure. Ore 4,30 arriva il taxi prenotato, via s´arriva alla partenza, all´aeroporto. Le solite ore d´attesa per un volo internazionale, un po´ di ritardo dell´aereo, finalmente si sale, alle 8,20, dopo aver fatto colazione, davanti al check-in. Partiremo circa 20 minuti dopo. Quasi due ore, siamo a Vienna, atterriamo fra una gran quantità di zone verdi, casette ordinate e pozzanghere enormi, sappiamo abbia piovuto, forte. Altre due ore, passate camminando nel terminal, per arrivare al nostro imbarco.

Finalmente si sale per il volo transoceanico, mica una roba da ridere, quasi una giornata di volo, si parte ! ore 13,15 circa.
Ancora istruzioni sull´emergenza, in caso d´incendio, mascherine, giubbotto salvagente, la posizione in caso d´impatto, mentre dove sono le uscite d´emergenza, senza gonfiare il giubbotto prima d´essere fuori dalla porta. E se non si gonfia ? Si usa il boccaglio e si soffia ! Però le scarpe te le devi essere già tolte, mi raccomando ! E se dormo ? Ti metti avanti con il lavoro: senza scarpe e con la cintura di sicurezza attaccata.
Finite le istruzioni, le hostess passano e ripassano con l´aperitivo, l´antipasto, poi il pasto e il caffè o un bicchierino ? Attento ! DEVI DORMIRE !! Comportatevi di conseguenza. Se non dormite, quando arrivate, sarete uno straccio.

Eccoci qua, a cercare di capire in che verso si debba prendere questa metropolitana ma prima a come fare i biglietti.
Un´inserviente ci spiega si possa fare una carta di credito per i mezzi pubblici, fattala, siamo in metro. In mezz´ora, siamo arrivati nella casa dove abbiamo prenotato il nostro soggiorno a Chicago.
Strategicamente, scelta a fianco della metropolitana che collega l´aeroporto O´Hara, (che mi fa ricordare tanto un militare, un personaggio dei film di Rintintin !) con il centro di Chicago.
Facilitato l´arrivo, sia la partenza che l´arrivo per Madison che la ripartenza poi, per il ritorno a casa.

Uscendo dalla metro non si deve nemmeno attraversare la strada. Dal campanello si “telefona” al cellulare del padrone di casa che da il tiro, da remoto, infatti lui non è in casa.
Lasciamo i bagagli e siamo già in giro per andare a vedere il centro della città, definito nelle mappe, il Loup.
Ed ecco che in una piazza, ai piedi dei grattaceli, incontriamo una scultura dedicata a Picasso, al suo cavallo, in particolare, i bambini usano la parte inferiore della grande statua, per fare lo scivolo e per lasciarsi rotolare giù, fra le risate di tutta la loro argentina combriccola, qualche grattacelo, forse tra i più datati, si staglia sui nostri visori, ed ecco che la prima immagine che ritrae l´incrocio vicino a casa, rimane nella memoria della mia elettronica.

La mia strada arriva all´incrocio con un doppio senso di marcia, imparerò che qui questa configurazione sia cosa rara, infatti qui prevalgono i sensi unici. Vedo che è dotata di due “corsie” ciclabili, quella che ´arriva´ al semaforo, ha l´ultimo pezzo, verde.
Significa che lì può essere attraversata da coloro che devono girare a destra. Infatti la corsia per le bici è posta a buoni 4 metri dal marciapiede.

Andiamo ad Oak Park, per vedere le case di Frank Lloyd Wright. Qui ci sono le sue prime opere, come casa sua, realizzata grazie all´architetto Sullivan, che quando si trovò davanti Frank, gli disse che se voleva imparare a fare l´architetto, di non andare all´università ma in giro per la città con il naso per aria che certamente sarebbe riuscito bene. Ma anche Frank aveva le idee chiare, infatti chiese subito al suo mentore il denaro per poter realizzare la sua prima opera, ovvero casa sua !

Linee orizzontali ci colpiscono per la loro continuità, come per esempio le finestre, una vicino all´altra, senza parete in mezzo, per metri e metri, prima che la guida apra bocca, si capisce già che abbia avuto una forte influenza dall´architettura giapponese, entrando, per altro, si notano subito i soffitti bassi che ne sottolineano la presenza. Il camino è posto centralmente rispetto alla casa, praticamente nel sotto scala, davanti al quale si possono chiudere le tende, creando una sorta di salottino minuscolo, con due piccoli divanetti sui lati.
Alle spalle del camino, in alto, ci sono due aperture, in una sale il calore che va alle camere del primo piano, nell´altra, quello che va in quelle al secondo, con le porte delle stanze, si può chiaramente direzionare il calore verso il terzo piano.
Ma intanto sulla strada incontriamo tre grandi quasi anelli, infissi in terra, sono un esempio di rastrelliera per legarci le bici, vedrò poi che ci vengono legati anche i passeggini.

Sempre ad Oak, trovo un secondo tipo di rastrelliera, assomiglia alla resistenza di un elettro domestico, ne vedo anche di quelle che assomigliano a delle U rovesciate.
Ancora sull´incrocio di ´casa mia´, quantifico la presenza di ciclisti, in circa dieci ciclisti per semaforo, per senso di marcia.
Cominciamo a girare per la città, mi trovo presto a fotografare il profondo paraurti anteriore degli autobus, in quanto sopra lo stesso, il viaggiatore può sistemare due bici, negli appositi spazi, pagandone poi, sempre all´autista, il prezzo del trasporto. Le operazioni di carico e scarico delle bici devono essere fatte in autonomia. Come in altri paesi, l´autobus non si muove fino a quando tutti non abbiano pagato il biglietto all´autista, il tempo lì impiegato viene recuperato durante la marcia perché senza auto parcheggiate per strada, il mezzo si può muovere veramente molto meglio.

Dopo aver visto la città dal 96 °esimo piano di uno dei suoi più alti grattaceli, ritorniamo a terra e trovo, appoggiate ad una colonna, due bici, mtb, in forza alla polizia, con tanto di sirena e grossa radio !! La mia attenzione dopo un po´ è attratta dal fatto che alcuni grattaceli, nella loro parte più bassa, comprendono un parcheggio multipiano !!! Ecco perché non ci sono tante auto per la strada !!!

Fotografando i grattacieli che hanno anche rappresentato un rinnovamento negli interessi di molti architetti, come per esempio lo stesso Frank Lloyd Wright, fino a quel momento interessati più che altro a pensare case di campagna e qui, nei grattacieli, applicare i principi di “democratizzazione degli spazi”, ecco notare subito come in queste città così tanto costruite, le strade, oltre che essere quasi senza auto parcheggiate, abbiano i marciapiedi e le strade molto larghe. Sui primi, di solito, ci si può stare a passeggio in fila per sei e non è ancora tutto, perché spesso sui marciapiedi stessi, ci sono anche aiuole con degli alberi, questo in centro, ovvero in quello che i residenti identificano come ´Loup´.

La città è molto più giovane delle nostre, vero ma non mi ricordo di avere visto molti marciapiedi così larghi in Italia o in Europa, per quanto, magari risalenti a circa un secolo e mezzo fa.

Per quanto riguarda le strade, bisogna considerare che i mezzi in circolazione sono più grandi dei nostri, quindi tutto è relativo, comunque sia, una strada a tre corsie, molto raramente senza le corsie ciclabili, è senz´altro a senso unico ! Mentre quelle a doppio senso di marcia, sono almeno a cinque corsie… e sempre molto raramente ho visto delle auto parcheggiate a bordo strada, magari, qualche volta, qualche furgone ma auto, molto raramente.
Sembra tutto molto bello, stupisce come cambi il clima, dal fresco ventoso, al caldo umido opprimente, alla pioggia torrenziale lampi, tuoni e saette.
Come il clima, anche gli atteggiamenti degli uomini, sono fortemente caratterizzati da estremizzazioni, da un lato gentilezza e timidezza, dall´altro la richiesta formale ed automatica del “Tip”, ovvero della mancia, tanto che nei locali, quando si chiede il conto, ti portano la proposta.
Ovvero il conto con la proposta di mancia, con i conti già esemplificati, al 10, al 15, al 18 % della somma totale. Tu scegli, fai il conto, metti il totale e glielo consegni, così ti portano il conto, quello vero, perché si possa, come si fa di solito, pagare con la carta di credito.

Un´altra cosa ho notato e mi risulta particolare, all´interno di un grande negozio, a più piani, televisione a circuito chiuso, i commessi che girano con radio ricetrasmittenti e microfoni al viso, evidentemente guidati da una regia, per un po´ ti lasciano girare da solo e poi arrivano, cercando di facilitarti nell´acquisto ma la cosa più eclatante, girando per vetrine, sta nel fatto che i negozi, all´esterno, come una volta da noi c´era il segnale di divieto con la sigaretta, qui al posto della sigaretta c´è una pistola. Forti contrasti.
Come il fatto che se si esce da una determinata area, perché per esempio hai saltato la tua uscita dalla metropolitana, ti trovi per strada, fra gruppetti di gente più o meno giovane, decisamente ubriaca (o peggio) già a metà mattina.
Lamerica non è più quella che credevamo negli anni ´70, ci sono diverse “Grecie”, diversi stati o regioni che devono essere aiutate, per non subire dei contraccolpi troppo forti dall´economia.
Ecco cosa ho trovato sul web

Spesso, chi si ferma al semaforo può scegliere se mettersi nella corsia per girare a sinistra, in quella per andare dritto o in quella per girare a destra, attraversando la corsia ciclabile, a destra della seconda, solo quando la corsia ciclabile appunto, ha il pavimento colorato di verde.
Di certo chi vi arriva in bici, si può fermare proprio davanti al senso di marcia delle corsie, oppure sulla destra. Quando le bici devono girare a sinistra, cercano d´anticipare il movimento delle auto, come da noi, se le auto che percorrono il loro stesso senso di marcia sono ferme, altrimenti s´inseriscono comunque nella corsia di sinistra, forse perché si pensa che chi gira a sinistra, comunque proceda piano e infatti è così. Quando la corsia ciclabile è occupata da un mezzo posto di traverso perché si prepara per girare appunto a destra, per esempio un autobus, allora gli automobilisti si spostano automaticamente sulla sinistra, per lasciare lo spazio ai ciclisti, anche se non li vedono, perché tanto sono certi che stiano per arrivare, come regolarmente succede.

Per quanto riguarda l´attraversamento di un incrocio da parte delle biciclette, ho notato che questo loro movimento viene tutelato da una corsia con i bordi tratteggiati che attraversa l´incrocio.
Altra particolarità che mi è giunta nuova, è che nello sviluppo della corsia lungo la strada, sui lati della stessa, ci sia un´area di rispetto, per tutta la lunghezza della corsia, fatto che tutela le bici stesse da portiere che si aprono e da movimenti imprecisi, sia delle bici stesse che dei loro vicini motorizzati.

Capita di vedere un palazzo che risulta un po´ anonimo, m´accorgo allora che i piani siano senza finestre, ovvero senza vetri, ecco quelli sono silos – parcheggio, e noto che spesso siano questi siano più larghi e lunghi degli altri, quindi mi faccio un´idea di quante auto possano contenere dato che si tratta di edifici con almeno 20 piani e allora capisco perché ci siano così poche auto, parcheggiate per strada. Verso sera, un giorno, ho passeggiato sulle rive di uno dei canali che attraversano il centro, dotati di tanti ponti, tutti capaci d´alzare metà ponte per parte, per fare passare un´imbarcazione non tipo chiatta che altrimenti non passerebbe. Notando lo stato di conservazione della cabina di manovra, mi pare che non sia usata da molto e di conseguenza, penso, il ponte.

Sempre proseguendo lungo il canale, possiamo notare che sotto i grattacieli sia stato realizzato il fondaco per le barche da diporto private, sopra le stesse, sempre nel corpo del grattacelo stesso, vi si trovano diversi piani di silos per parcheggiarvi i mezzi, mentre le abitazioni si trovano sopra il silos stesso, appunto … verso il cielo.

Parliamo ora delle bici a noleggio a pedalata assistita, le bici sono ritirabili solo dopo la presentazione di una carta di credito, a quasi dieci dollari di spesa fissa per le 24 ore, più la spesa oraria, che se nella prima mezz´ora è gratuita, per le frazioni sempre di 30 minuti successive, vanno man mano ad aumentare, fatto tendente a favorirne un utilizzo per il più breve tempo possibile.
Se al momento della riconsegna, la rastrelliera più vicina è totalmente occupata, la bici ci dice dove posso trovare la più vicina e il tempo che serve per raggiungerla, non mi viene fatto pagare.

Oggi siamo andati a visitare il Field Museum, per vedere il tirannosauro Rex, (una femmina) più grande mai rinvenuto e la esposizione della celebre armata cinese di terracotta, rinvenuta nei pressi di una grande tomba, probabilmente quella di un grande, forse il primo, imperatore cinese.
La realtà dei colori con cui dovevano essere dipinti i soldati di terracotta è stupefacente, per la loro brillantezza, anche se ciò non significa che nella realtà, ovvero che i veri soldati, indossassero davvero degli abiti così colorati.

A Chicago si sente l´energia della gente giovane, menti aperte, innovative, meticce ma pur sempre con una significativa anima europea, data per esempio dai musei e dalle grandi sculture, il clima è molto variabile, pur se con gli effetti mitigatori del lago Michigan, … lo chiamo lago ! Forse per via dell´acqua dolce ma solo per quello ! Infatti, per attraversarlo per il lungo, in aereo, abbiamo impiegato quasi un´ora, velocità circa mille km/h !

Il 12, domenica, ci siamo diretti alla stazione delle autocorriere, troviamo il nostro mezzo, una mezza scala a chiocciola ci accoglie, dopo che abbiamo riposto il bagaglio nella pancia del veicolo.
La cintura di sicurezza è completa, tale e quale quella delle auto. Altra novità, non ci fermeremo per andare al gabinetto, … perché la toilette è già sul pullman, penso alle nostre gite, si può scendere solo in occasione delle fermate per caricare e scaricare persone ma sempre segnalando il fatto all´autista e per poco, pochissimo tempo.
Dovremo percorrere ca. 150 km, ma con tutte le fermate dove caricare e scaricare compagni di viaggio, di solito presso dei motel, che trasmettono un tot di tristezza, anche perché accerchiati da vasti parcheggi, di solito abbastanza pieni, impiegheremo ca. tre ore e mezza.

La corriera ci scarica davanti all´Università, da lì andiamo a prendere l´autobus, il biglietto che si fa dura tutta la giornata e costa due dollari, ha la banda magnetica e praticamente lo usano tutti. Finalmente siamo nella nostra abitazione, in quel di Madison, è un cottage all´inglese, posto nel defilato quartiere costituito da villette monofamiliari, di solito costruite con un´autonomia significativa, traenti ispirazione dalle case provinciali tedesche, infatti la cittadina è stata molto incrementata da una cospicua colonia proveniente dalla Germania e venuta ad insediarsi fra le querce, nelle vicinanze del lago Monoma, tra il 1850 e 1880.

Ed ecco che anche qui, nel Wisconsin, la varietà delle rastrelliera per le biciclette sono decisamente variegate. Ecco per esempio il grande cerchio infisso ad una slitta, fissata in terra, nella parte interna del cerchio, nel suo punto più alto sono saldati degli anelli, dalle quale pendono i fili metallici che possono servire per legare la bici, in sostanza è sufficiente avere con se solo il lucchetto. Però non ho visto nessuno utilizzarli, tutte le bici che ho visto fissate alle rastrelliere utilizzano delle chiusure proprie.

Anche qui, a Madison, il bike sharing utilizza delle bici a pedalata assistita, se nella grande città appena lasciata, il costo fisso è di dollari 9,50, qui è 6. Qui, le mezze ore successive alla prima, costano 3 $. Le mappe esposte, con le collocazioni delle stazioni sono veramente chiare ma io mi dirigo subito alla festa dell´associazione dei pedalatori: Wisconsin bike fed di cui ho preso, per quanto fosse in chiusura, un paio di volantini.
La festa era in sostanza un mercatino rionale, con tanto di stand di vestiario, di bigiotteria, di birra ma anche di cibo, di birra e di musica ad alto volume, come anche di calzature, di cappelli ma anche di … birra !

Una delle attività caratteristiche della città di Madison è quella congressuale, la città vanta un centro congressi di tutto rispetto, se ne possono realizzare diversi contemporaneamente, affaccia sul lago, proprio su di una bella passeggiata ma specialmente sulla pista ciclabile più significativa della città.
Per rispettare la pista e assecondare le richieste dei costruttori, un senso di marcia della stessa pista ´entra´ sotto al palazzo. Attorno a questo lago è segnalato un giro in bici, il segnale si ripete con precisione e quando s´incontrano dei lavori, i segnali, sempre dedicati alle bici, diventano molto molto appariscenti e sempre in coppia, ognuno sui due lati del tragitto, anche quando devono indicare un passaggio a mano su di un marciapiede a causa di lavori.

I parcheggi silos, anche per le auto, sono presenti anche qui a Madison: si possono notare le rastrelliere per le bici vicino all´ingresso, così chi deve venire a prendere l´auto, può venire a prenderla in bici. Dalle mappe della città, sempre orientate ed esposte nei punti strategici per l´arrivo di turisti, si può evincere che anche qui il senso unico la faccia da padrone.
Un altro modo di lasciare la bici è quello, sintomatico, che si propone a chi la vuole lasciare dove ci sono i pochi parcheggi per auto ammessi sulla strada, ovvero attaccandola al basso palo del parchimetro, …ovviamente con relativa struttura “antisfilamento” !!!

Sulle strade, nelle corsie delle bici, a fianco del simbolo della bici c´è una freccia, è la corsia che si trova a ridosso dei pochi parcheggi, in questa si procede in senso opposto a quello delle auto, in quanto sia il ciclista che l´automobilista si debbano poter guardare, nell´altra corsia per le bici a fianco del simbolo della bici ce ne è uno che richiama due v, capovolte, con la punta volta verso il senso di marcia.

Altra cosa particolare che ho trovato a Madison è il contatore delle bici, sia annuale che giornaliero.
L´apparecchio è dotato anche di orologio, alle 10,25 del mattino, erano passate 739 bici e dall´inizio dell´anno quasi 200.000 !! Ma le particolarità non si fermano qui, a ridosso della casa dei congressi, ci sono due ascensori per biciclette, talmente grandi che una bici con carrellino, ci può entrare senza staccarlo !
Infatti per andare in centro i ciclisti dovrebbero, facendo un´altra strada, superare un dislivello come per arrivare al 5° piano, in questo modo gli si consente di pedalare lungo il lago che è sempre carino, per poi arrivare in centro, superando la salita in ascensore !

In città ci sono anche le piste ciclabili, ovvero separate dal flusso del traffico con un cordolo, le ho trovate in zona universitaria, evidentemente perché li ci sono molti ciclisti quando ci sono le lezioni, anche qui ho trovato dei furgoni che l´occupavano parzialmente, con anche le ruote sul marciapiede, ma solo per il tempo strettamente necessario per lo scarico ! Sono sempre inserite su una strada a grande flusso, tre corsie per i veicoli a motore, … ovviamente sempre senso unico … più le due corsie per le biciclette.

Il grande contatto con la natura, querce e querce, con i laghi in mezzo. Laghi, i due più importanti e più vicini alla città, il Tanoma e il Manoma, su piani diversi, ed infatti c´è la centrale idroelettrica che sfrutta il recupero notturno nel lago superiore, dell´acqua che di giorno son pronti a far andare nell´inferiore, come si fa tra Brasimone e Suviana. Il grande modellamento delle glaciazioni, ha lasciato qui dei dislivelli e poco oltre le “moren”, ossia le colline moreniche, costituite dai ciottoli che i ghiacciai hanno sottratto alla terra chissà da dove e una volta ritirati, lasciati lì.

Mi pare si possa dire la realtà della bici sia, data la sua essenzialità, dati i suoi valori, una possibilità in più, uno strumento in più, per arrivare ad una società migliore. Forse non c´è più il sogno americano, tuttavia penso si possa dire che anche l´americano possa avere un sogno.

Istruzioni per l´uso: L´AEREO
1) Contare sempre tempi con margine tra un volo e l´altro ed anche quando vai in un aeroporto sconosciuto, le distanze da coprire a piedi, appesantiti dal bagaglio a mano, sono notevoli.
2) Dormire sempre, appena si può, senza farsi distrarre dalle TV, per quanto comodamente poste sullo schienale della poltrona che ci precede.
3) Abiti e scarpe comode, e praticare una buona mobilizzazione articolare, appena svegli.
4) Per i voli continentali e a maggior ragione, per i nazionali, non mangiare e specialmente non bere prima della partenza e non slacciarsi le cinture; infatti il velivolo di più ridotte dimensioni, risente maggiormente dei vuoti d´aria, quindi “balla” in misura maggiore.

Dotto

Aqua d´curri. Tott i mael la porta vi.
(L´acqua che scorre tutti i mali se li porta via)