Le nostre città stanno morendo di traffico

Le nostre città stanno morendo di traffico

Quando camminiamo per le strade delle nostre città ce ne accorgiamo: colonne e colonne di auto parcheggiate, in coda ai semafori, in fila quasi ovunque, aria irrespirabile. La realtà l’abbiamo davanti ai nostri occhi, eppure in molti non sanno rinunciare a spostarsi in auto e le domeniche “ecologiche” con un blocco massiccio del traffico automobilistico, che potevano dare a tutti la possibilità di sperimentare per 6 giorni l’anno un modo diverso e più pulito di muoversi, sono state abolite.
Sarà mica vero che la gente tenga di più all’auto che alla propria salute, come dice Linda Maggiori in questo articolo de Il Fatto Quotidiano? (Antonella Tampellini – Presidente FIAB Bologna Monte Sole Bike Group)

Qui il link al sito di Radio città del Capo sulla situazione di Bologna.

Infine la denuncia Fiab con i dati del rapporto Euromobility .

Di Alessandro Di Stefano “Le iniziative più seguite nel 2017 sono state Bimbimbici e la Settimana Europea della Mobilità”. Iniziamo con le (poche) note positive emerse dal 12esimo rapporto Euromobility appena pubblicato per affrontare il tema della mobilità sostenibile nelle principali città italiane. Sì, perché il successo di due importanti iniziative promosse e organizzate da Fiab sul territorio nazionale dimostrano ancora una volta l’importanza del lavoro svolto dalla Federazione e dalle associazioni locali in un panorama tutt’altro che bike friendly. L’Italia è infatti uno dei paesi europei con il tasso di motorizzazione più alto (59,3%), molto distante dalla media continentale che si ferma a 49,8 auto ogni 100 abitanti.

Tante automobili non significano soltanto aria irrespirabile. Lo spazio pubblico, o meglio, il diritto allo spazio pubblico è un tema centrale che la Federazione Italiana Amici della Bicicletta indica come prioritario a qualsiasi livello politico, dall’amministrativo al nazionale. Come sintetizza il rapporto Euromobility sempre più spazio nelle città è occupato dalle auto, “lo testimonia il contemporaneo aumento della densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni km quadrato di territorio, che passa da 807 a 817 auto”. Le città con la più alta densità di vetture si confermano Torino e Napoli, seguite da Milano.

Alla luce dell’inefficacia delle politiche su trasporti e mobilità attiva, la presidente Fiab Giulietta Pagliaccio ha inviato ai ministri e ai parlamentari un breve documento per denunciare un “rapporto impietoso” che, se da una parte restituisce il buon lavoro svolto dalla Federazione, dall’altra “evidenzia la necessità di attivare politiche molto più stringenti per cambiare la mobilità da insostenibile a sostenibile”. A meno di un anno dall’approvazione della legge quadro sulla mobilità ciclistica, successo Fiab ottenuto grazie all’impegno di politici come l’ex deputato Paolo Gandolfie il presidente Anci Antonio Decaro, c’è ancora molto da fare per lo spazio pubblico.

“Ci auguriamo che il prossimo DEF – ha concluso la presidente Pagliaccio rivolgendosi a parlamentari e governo – abbia le risorse necessarie per dimostrare che c’è la volontà di cambiare realmente le politiche per la mobilità in Italia. Le nostre città stanno ‘morendo di traffico’ e con loro 90 mila persone l’anno! Anche questa è un’emergenza…o no?”. Proseguendo sul rapporto Euromobility sono diverse le criticità segnalate rispetto al mondo della mobilità ciclistica nel Paese: il free floating importato in Italia da aziende come Mobike e Ofo si è rivelato sì una grande e felice sorpresa per le città ma “si segnala che, questo tipo di bike sharing è stato caratterizzato fin da subito da un maggiore carattere di incostanza con svariati servizi già disattivati nei primi mesi del 2018 e uno degli operatori (gobee.bike) che ha abbandonato in toto il nostro Paese”.

Altro tasto dolente è quello dei trasporti pubblici, che insieme a ciclisti e pedoni dovrebbero comporre l’offerta di mobilità attiva alternativa all’automobile nelle città. Purtroppo come denuncia il 12esimo rapporto di Euromobility, se è vero che esistono esempi virtuosi (il documento cita Milano e Venezia) “in 18 città su 50 si registra una riduzione dell’offerta di trasporto pubblico rispetto all’anno precedente. In cinque città le riduzioni sono addirittura a due cifre percentuali”. Meno trasporti pubblici comportano più mezzi privati in circolazione, con un peggioramento la qualità dell’aria nei centri urbani. L’allarme inquinamento rimane un tema da affrontare soprattutto alla luce dell’impatto sui bambini, visto che l’Italia è maglia nera in Europa per l’incidenza dei tumori in età pediatrica. Secondo i dati del ministero della Salute, nelle aree più contaminate del Paese si è registrato globalmente un incremento anche del 90% di patologie tumorali in soli 10 anni. E il problema dell’inquinamento non si potrebbe risolvere, ad esempio, alleggerendo le strade dalle auto?