Safety in numbers, ovvero più ciclisti e più sicurezza

Safety in numbers, ovvero più ciclisti e più sicurezza

Per parlare di bicicletta e di sicurezza occorre sfatare alcuni miti.

Andare in bicicletta è intrinsecamente sicuro. Tra le attività sportive il tasso di infortuni è tra i più bassi rispetto al numero dei praticanti.

Molto più pericolose risultano le pratiche del calcio, rugby, sci, ippica, hockey, ginnastica, basket. Paragonabili quelle di tennis, pallavolo, nuoto. Meno pericoloso solo jogging e camminate.

Inoltre è estremamente salubre. I benefici per la salute di pedalare regolarmente, come camminare, si manifestano nella riduzione di patologie cardiache, diabete, ictus, demenza senile, con un incremento di speranza di vita attesa di circa 2 anni (e una forma fisica equivalente di 10 anni più giovane). Se si distribuisce il rischio legato alla frequenza incidentale odierna (250 morti/anno) su tutti gli utenti della bicicletta, la perdita di vita attesa pro capite risulta pari a circa in mese pro capite. Il guadagno netto (due anni in più contro un mese in meno) è di oltre 20:1.

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