Il Monumento a Patrizia Wolf

Il Monumento a Patrizia Wolf

Dedicato a tutti i giovani vittime della strada

Nel 1991 muore Patrizia Wolf, una simpatica campionessa della MTB del Team Bianchi (allora costituito da campioni come Rosola, Acquaroli, Zanchi, Paola Pezzo). Rientrando da un allenamento, con il casco, viene travolta sulla strada da un mezzo che procedeva, diciamo oggi, a velocità “sostenuta”.

Il Monte Sole gia’ da anni stava impegnandosi (con diverse proposte concrete) per la difesa degli utenti piu’ deboli della strada. Che, tradotto in parole povere, vuole poi dire avere la liberta’ di scegliere il mezzo desiderato per compiere in sicurezza il tragitto scelto. Evidentemente una libertà che in Italia non e’ garantita.

Lo scultore Giovanni Bertozzi accetta con entusiasmo l’incarico di realizzare un monumento in legno che ricordi la voglia di vivere della ragazza. Prende un tronco di castagno abbattuto da un fulmine, vecchio di 500 anni, pesante alcune tonnellate. Lo colloca in Piazza Allende ad Ozzano Emilia, su una base in cemento. Poi, in molte settimane di lavoro, toglie tutto quello che non serve.

Ne risulta un’immagine per niente statica, viva, sorridente. All’inagurazione sono presenti i genitori di Patrizia, visibilmente commossi. “E’ cosi’ simile a lei…”.

Poi il Team Bianchi con il d.s. e gran parte della squadra. E tanti altri. Tutti a chiedere con forza maggiore impegno nella realizzazione di percorsi ciclabili, nella moderazione del traffico, nell’aumento di sicurezza sulle strade.

Un impegno che chiediamo sempre con forza a tutti gli amministratori pubblici, a tutti i progettisti, a tutti i cittadini. La rete ciclabile provinciale e regionale nascerà anche dalla nostra convinzione e dal nostro comportamento.