Il dispositivo per la limitazione automatica della velocità sui veicoli a motore conviene a tutti. Più vite salvate e meno multe sulle strade.

La rete #vivinstrada, a cui FIAB  aderisce da tempo (https://blogvivinstrada.wordpress.comè tra i promotori dell’iniziativa.

Dal sito change.org
“Il primo gennaio del 2015 un gruppo di esperti del settore del traffico e della mobilità professionisti, ambientalisti e docenti universitari – lanciava l’appello “Un Filo di Sicurezza”, volta al contrasto dell’incidentalità grave sulle strade. 

 
L’automobile è uno strumento importante, spesso indispensabile, che ci permette di lavorare, di viaggiare, in una parola di vivere. Però l’automobile ancora troppo spesso uccide, 3500 volte all’anno solo in Italia; il 95% degli incidenti è dovuto a cause imputabili ai conducenti, e la velocità eccessiva è la causa principale di quelli che comportano gli esiti più gravi”.

La situazione da allora non è migliorata come si vedono dai numeri. Per questo, 12 Organizzazioni di utenze vulnerabili hanno promosso una petizione  in Italia con l’invito alle Organizzazioni europee ed extra europee di sottoscriverla e di far altrettanto nei loro Paesi. ISA rispetta e fa rispettare il Codice della strada. Lo strumento tecnologico esiste e può essere montato entro pochi mesi su tutti i veicoli vecchi e nuovi. La velocità e l’unico elemento che determina la gravità e la lesività delle collisioni stradali (effetto quadratico della velocità).

Ricordiamo i numeri della violenza e della strage stradale nel 2017: In Italia 3.383 morti e 17.000 feriti gravi, in Europa 25.300 morti e 135.000 feriti gravi e nel mondo 1.350.000 vittime. Non solo le utenze vulnerabili (pedoni, ciclisti, disabili, bambini, anziani) pagano un prezzo altissimo a causa di un sistema di mobilità violento e costoso, ma a farne le spese sono anche gli stessi automobilisti e motociclisti. Nel 2017, nel nostro Paese, oltre a 43 bambini uccisi, 600 pedoni e 274 ciclisti, ben 1.464 automobilisti e 735 motociclisti sono rimasti vittime di schianti stradali (Dati ACI-ISTAT, 2017)….”

L’articolo continua sul sito di change.org dove potrai firmare la petizione.

Con ISA l’auto si dà un limite. Ma per Fiab servono anche gli autovelox in città

di Alessandro Di Stefano (sul sito di FIAB ONLUS)

Esiste un dispositivo in grado di limitare automaticamente la velocità delle automobili quando il guidatore non rispetta il Codice della strada e viola ad esempio il divieto in una zona 30. La tecnologia si chiama ISA (Intelligent Speed Adaptation) ed è già stata testata e sperimentata con successo come spiega il Comitato promotore che su Change.org ha organizzato una raccolta firme per chiedere al Governo italiano e alle Istituzioni nazionali e internazionali la sua applicazione nell’industria automobilistica. Fiab la sostiene e invita i suoi soci a sottoscrivere questo appello che punta a migliorare concretamente la sicurezza degli utenti attivi della strada e la vivibilità dei nostri spazi pubblici. Come Federazione, oltre all’impegno delle case automobilistiche, chiediamo però anche alla politica misure immediate per mettere i sindaci nelle condizioni di intervenire oggi, non in un futuro indefinito, sulla sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti.

A favore dell’adozione di ISA non compaiono soltanto 12 organizzazioni riunite nella rete Vivinstrada, tra cui anche Fiab. L’ETSC (European Transport Safety Council) da anni ne promuove l’utilizzo come strumento capace di salvare vite. Infatti il dispositivo è in grado di attivarsi e “frenare” l’automobile dialogando grazie al sistema GPS con i limiti di velocità imposti dal Codice su tutte le strade del Paese presenti sulle mappe digital. Oltre al risultato in termini di salute pubblica (nel 2017 In Italia ci sono stati più di 3mila morti e 17mila feriti gravi, nel mondo oltre 1,3 milioni di vittime per incidenti) ISA azzererebbe il numero di multe per eccesso di velocità e diminuirebbe anche i livelli di inquinamento.

«Ho firmato l’appello perché credo che il tema della velocità sia centrale nella mobilità all’interno dei Comuni», spiega la Presidente Fiab Giulietta Pagliaccio. «Non possiamo però aspettare che siano le case automobilistiche a convincersi, a organizzarsi e a installare questi dispositivi. La cultura attuale è purtroppo ancora il binomia auto-velocità». Pur sostenendo infatti l’innovazione tecnologica che può salvare vite, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta chiede anche maggiore attenzione sulla Riforma del Codice della Strada, arenata in Parlamento, che potrebbe impattare molto prima sulla sicurezza degli utenti attivi.

«Una battaglia che dovremo fare è quella degli autovelox anche in città, nei centri storici. Così si darebbe ai sindaci uno strumento in più per punire pesantemente chi supera i limiti – spiega la Presidente Fiab – C’è poi il tema delle zone 30 che andrebbero estese a gran parte del territorio comunale. Dispositivi come ISA saranno senz’altro benvenuti nelle città, ma i morti in strada sono oggi e le misure urgenti vanno prese dal pubblico».

Per avere ulteriori notizie leggi questo articolo di bikeitalia.

Fiab-2019-locandina