«È un passo comunicativo molto importante perché ufficialmente diventiamo Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. La bicicletta è importante, ma non è il fine. È il migliore strumento, se non l’unico, per migliorare l’ambiente urbano». Sono le prime parole di Alessandro Tursi, il nuovo Presidente FIAB eletto dall’Assemblea Nazionale svoltasi a Verona, dove la Federazione ha rinnovato anche le cariche del Consiglio Nazionale, 16 membri di cui la maggior parte alla loro prima esperienza, segno di un grande rinnovamento in atto (non solo nelle parole).

La mozione che ha cambiato il nome di FIAB, introducendo la parola “Ambiente”, è stata discussa da un’Assemblea Nazionale consapevole di un passaggio storico per una Federazione che proprio quest’anno celebra i suoi 30 anni. Il documento è stato approvato con 116 voti favorevoli, 19 contrari e 4 astenuti. «Noi siamo quelli che devono convincere molti italiani a cambiare l’abitudine dell’automobile sempre e comunque– ha spiegato il presidente Tursi – Per questo non dobbiamo avere paura di cambiare qualcosa di noi, perché FIAB deve convincere le persone che cambiare si può».

L’Assemblea Fiab ha eletto anche i membri del nuovo Consiglio Nazionale. La più votata è stata l’ex Presidente, Giulietta Pagliaccio, che ha chiuso i suoi sei anni di mandato tra gli applausi delle tantissime associazioni rappresentate all’appuntamento di Verona. Insieme a lei, gli altri 15 eletti sono Valeria Lorenzelli, Renata Zorzanello, Enrico Chiarini, Massimo Tocci, Valerio Montieri, Dario Zanette, Laura Di Russo, Antonio Marco Dalla Pozza, Massimo Gaspardo Moro, Cristina Castellari, Giuliano Giubelli, Chiara Minì, Noemi Carbone, Giuseppe Dimunno e Loretta Marini.

«Sono emozionato, ma anche stordito – ha dichiarato appena eletto Alessandro Tursi – Ci aspetta un triennio intenso, perché o lo facciamo ora, o non lo fa nessuno quello che va fatto per l’ambiente. Questa Assemblea è stata molto operativa anche perché abbiamo visto le buone pratiche delle nostre associazioni sul territorio». Lo sviluppo della ciclabilità nel Mezzogiorno è stato uno dei temi toccati nel dibattito. «Il Sud Italia per la ciclabilità è il nostro Far West, la nostra frontiera. Chi di noi lavora in quelle Regioni è un pioniere. È la sfida più dura, ma anche quella con la più grande possibilità di crescita».

61699bfcfcbad556d23f98ed09140a23_L