Elezioni regionali del 26 gennaio 2020 –  Le domande di FIAB Emilia-Romagna ai candidati Presidente – UNA SOLA RISPOSTA

Elezioni regionali del 26 gennaio 2020 –  Le domande di FIAB Emilia-Romagna ai candidati Presidente – UNA SOLA RISPOSTA

In occasione del prossimo appuntamento elettorale del 26 gennaio, per l’elezione del Presidente di Regione e del Consiglio regionale, la FIAB Emilia-Romagna (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna) chiede ai candidati Presidente di esprimersi sui temi della “ciclabilità” del territorio regionale, dal punto di vista dell’Ambiente, della Salute e della Sicurezza stradale, favorendo in tutti i modi la mobilità attiva delle persone, che si esprime in: 
– Promozione del cicloturismo e valorizzazione dei percorsi esistenti; 
– Riduzione del consumo di suolo con l’uso promiscuo delle strade attraverso opportune misure per la riduzione della velocità; 
– Azioni di promozione dell’intermodalità bici+treno e sinergia con le altre Regioni; 
– Azioni per la educazione stradale rivolta a tutti gli utenti.

Partendo dalla legge quadro L. n. 2/2018: “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, analizzando alcuni temi fondamentali che la legge evidenzia, formuliamo 8 domande a cui si chiede ai candidati alla presidenza regionale una risposta nel merito.

Faremo pervenire a tutti gli associati FIAB dell’Emilia-Romagna e alle principali testate giornalistiche regionali i risultati di questo documento e, visti i tempi ristretti, si chiede di rispondere a stretto giro. 

Risposta del candidato SIMONE BENINI (5 Stelle)

1. La legge quadro, indica all’articolo all’art. 5 “Piani regionali della mobilità ciclistica” indicando che le Regioni, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto del quadro finanziario, predispongano e approvino con cadenza triennale, in coerenza con il PRIT (Piano Regionale dei Trasporti) e con il Piano nazionale della mobilità ciclistica, il Piano regionale della mobilità ciclistica che disciplina l’intero sistema ciclabile regionale ed è redatto in conformità dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) e dei relativi programmi e progetti presentati dai Comuni e dalle Città Metropolitane, assumendo e valorizzando, quali dorsali delle reti, gli itinerari della Rete Ciclabile Nazionale denominata «Bicitalia» 
Come intende attuare questo piano fornendo di concerto linee guida, agli Enti Locali e garantendone adeguate coperture finanziarie?

2. Sempre all’art. 5 della L. n.2/2018 nel comma 3 si parla di Intermodalità e promozione dei servizi di trasporto pubblico, con l’inserimento di specifiche clausole nei contratti di servizio e di programma, per rimuovere ostacoli e barriere infrastrutturali, favorire l’accessibilità in bicicletta ai parcheggi, alle stazioni ferroviarie, agli scali fluviali e lacustri, porti e aeroporti e fornire adeguata segnalazione degli appositi percorsi e delle modalità di accesso ai mezzi di trasporto pubblico. Questo anche con particolare riguardo alla possibilità di trasportare la bicicletta sui mezzi di trasporto. Nel Piano Regionale della Mobilità ciclistica sono inoltre definiti gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione e la gestione della rete regionale di percorribilità ciclistica. 
Quale ruolo intende dare da Presidente di Regione, alla rete ciclistica regionale, per favorire l’intermodalità e la ciclabilità dell’intero territorio dell’Emilia-Romagna?

3. La legge quadro n. 2/2018 prevede, anche, all’art. 6 – Biciplan, comma 2 punto h gli interventi per favorire il casa-scuola e il casa-lavoro da parte dei Comuni. Alla luce, inoltre, della propria L.R. n. 10 del 2017 “INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA REGIONALE DELLA CICLABILITÀ” 
Come può, a sua volta, la Regione favorire queste iniziative?

4. L’intermodalità è una importante soluzione all’eccessivo traffico automobilistico privato. La scelta treno+bici è una soluzione che presenta molti vantaggi in termini di riduzione del traffico privato, ambiente e salute e dove a fronte di un (cospicuo) investimento iniziale si avrebbe poi un’economia nei settori precedentemente indicati, nonché da salute e sanità, i cui costi gravano sul bilancio regionale in modo pesante. Attualmente l’inadeguatezza dei treni locali prevale anche sui nuovi treni recentemente acquistati (treni Pop e Rock), in quanto la progettazione degli spazi dedicati alle biciclette risulta inadeguata all’utilizzo. Si lamenta il fatto che Regione e Trenitalia non hanno tenuto in considerazione le indicazioni date da FIAB nella progettazione delle nuove carrozze. 
Cosa intende, concretamente, fare da Presidente di Regione per risolvere questa inadeguatezza? 

5. L’Unione Europea continua a sviluppare politiche che favoriscono sistemi di trasporto sostenibile e che facilitano la mobilità attiva. 
Quale ruolo di indirizzo e di stimolo potrebbe avere la Regione Emilia Romagna?

6. È in corso da parte del Parlamento l’approvazione del nuovo codice della strada, sul quale FIAB ha contributo alla stesura degli articoli relativi alla ciclabilità. 
Quale ruolo da Presidente di Regione intende svolgere per favorire l’approvazione del nuovo codice della strada?

7. Il settore del cicloturismo è ormai una realtà importante, conta l’8,4% dell’intero comparto turistico. 
Da Presidente, quali interventi pensa di mettere in atto per sviluppare questo settore?

8. Ogni cittadino ha “diritto al futuro”, come ha dichiarato il presidente Sergio Mattarella, invitando la politica a superare la ricerca del consenso. 
Come, da Presidente di Regione, intende garantire questo diritto al futuro, che vede la sua ragion d’essere in una attenzione all’Ambiente e a stili di vita sostenibili, quindi a scelte coraggiose?

FIAB 
Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna

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